Femminile, maschile

Riprendo una riflessione di Marilia Albanese su maschile e del femminile con la proposta di un approfondimento: sentiamo in noi il maschile e il femminile e come?
C’è in ognuno, ma poi educazione, società, cultura ci portano a allontanarci dalla percezione di come siamo, fino a rifiutarla. Non è qualcosa di astratto: quanti uomini riconoscono e amano il proprio femminile? Quante donne considerano gli aspetti apprezzati nell’uomo (potere, forza, intelligenza  ecc.) più importanti, per se stesse, della bellezza?

Lo Yoga è nato per gli uomini come via di ascesi e quindi destinato a pochi. Quando all’inizio dello scorso secolo si è trasformato in “Yoga moderno”, inizialmente era pensato per l’addestramento militare. Tuttavia oggi lo Yoga in Occidente è praticato soprattutto dalle donne. Il termine Hatha viene tradotto da alcuni con “forza” e da altri come unione di “ha“- sole, e “tha“-luna. Lo Yoga ha in sé l’unione degli opposti, il bilanciamento delle potenze e quindi anche il rapporto interiore tra femminile e maschile, Shiva e Shakti. Non in astratto, nella pratica.

bujangasana in senza domani
Emily Blunt passa da Mayurasana a Chaturanga Dandasana a Bujangasa in “Edge of Tomorrow”. Maschile e femminile.

 

Lo Yoga combina in sé pratiche considerate tradizionalmente più femminili (allungamento, apertura, respiro) con altre più maschili che richiedono forza, equilibrio.
Abbiamo posizioni del Guerriero e passi di danza, fiori che si aprono e solidissime sentinelle. I vinyasa sono leggiadri e atletici. Ogni asana è fermezza e agio, forza e abbandono (Sthira Sukham Asanam di Patanjali), maschile e femminile appunto.

Soprattutto, lo Yoga permette di ascoltare con attenzione dentro sé, al di là di come è fatto il corpo, da cosa  viene semplice o difficile, quale è la nostra propensione. L’atteggiamento nel quale ci poniamo ha aspetti maschili, femminili e in quale misura?