Quanti Yoga

Una domanda che viene fatta spesso è: che tipo di Yoga fai?

Non è una domanda che avrebbe avuto molto senso fino a qualche decennio fa. Per una volta non è solo colpa dell’Occidente se lo Yoga ora ha vicino un nome, un aggettivo o addirittura un marchio registrato. Sono stati proprio gli Indiani a rendere popolari le scuole e gli stili e gli Occidentali ne hanno tratto una possibilità di “diversificazione del mercato”. Date un’occhiata a cosa succede negli USA… ci sono perfino le “Yoga Celebrities”. Non è necessariamente male: molti sono ottimi insegnanti, preparatissimi nell’anatomia e nelle tecniche di ogni genere, meditazione compresa.

Insegno l’Hatha Yoga e cerco di farlo nel rispetto della Tradizione perché è la forma più antica, più profonda e più aperta: è per tutti. Altri stili e scuole sono interessanti ma meno universali: alcuni possono essere praticati soltanto da chi è fisicamente forte e flessibile, altri da chi ha una forte spinta al silenzio e alla meditazione. C’è chi vuole fare Yoga semplicemente per stare bene, facendo un’attività con il corpo che porti al rilassamento. Alcuni  si appassionano scoprono che lo Yoga può dare molto altro: forza, equilibrio, maggiore salute, capacità di concentrazione o anche un modo diverso di vedere la vita…

Nell‘Hatha Yoga si lavora sul respiro, sulle posizioni statiche (asana) e sulle sequenze (vinyasa) per arrivare al rilassamento e al “ritiro dei sensi” (pratyahara). Lo si può fare ponendo l’attenzione in modo particolare su uno di questi elementi e l’esperienza che ne risulta cambia molto. Rimane costante la ricerca di attenzione, la concentrazione sul momento presente attraverso il respiro, il lavoro fisico che porta benessere e calma la mente.